Receba no seu e-mail

Voltar

Leis no mundo

Itália 223

Legge  6 agosto 1990, n. 223 - Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato

 

TITOLO I  

Diffusione di programmi radiofonici e televisivi

 

1.        Principi generali.

(Articolo abrogato dall'art. 28 legge 3 maggio 2004, n. 112)

 

TITOLO II

Norme per la radiodiffusione.

 

Capo I

Disposizioni generali.

 

2.        Servizio pubblico e radiodiffusione.

1.  (Comma abrogato dall'art. 28 legge 3 maggio 2004, n. 112)

2.  Ai fini dell’osservanza dell’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1973, n. 691, nella provincia di Bolzano riveste carattere di interesse nazionale il servizio pubblico radiotelevisivo in ambito provinciale e locale. (Comma così modificato dal D.P.R. 28 luglio 1995, n. 315, e successivamente dall'art. 28 legge 3 maggio 2004, n. 112)

3.  (Comma abrogato dall'art. 28 legge 3 maggio 2004, n. 112)

4.  (Comma abrogato dall'art. 28 legge 3 maggio 2004, n. 112)

 

3.        Pianificazione delle radiofrequenze.

1.  La pianificazione delle radiofrequenze e` effettuata mediante il piano nazionale di ripartizione ed il piano nazionale di assegnazione secondo le modalita` di cui al presente articolo.

2.  Il piano nazionale di ripartizione indica le bande di frequenze utilizzabili dai vari servizi di telecomunicazioni.

3.  Il Ministero delle Comunicazioni, sentiti i Ministeri dell’interno, della difesa, dei trasporti e della marina mercantile, gli altri Ministeri eventualmente interessati, le concessionarie dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico interessate, nonche´ il Consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e dell’automazione, predispone, nel rispetto delle convezioni e dei regolamenti internazionali in materia di trasmissioni radioelettriche, il piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze

4.  Il piano cosi` predisposto viene trasmesso ai Ministeri dell’interno, della difesa, dei trasporti e della marina mercantile ed all’ufficio del Ministro per il coordinamento della protezione civile i quali, entro trenta giorni dall’invio, possono proporre motivate modifiche alle parti del piano che riguardino i settori di propria competenza.

5.  Il piano di ripartizione e` approvato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle Comunicazioni previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

6.  Il piano di ripartizione e` aggiornato, con le modalita` previste nei commi 3, 4 e 5 ogni cinque anni ed ogni qualvolta il Ministero delle Comunicazioni ne ravvisi la necessita`.

7.  Il piano nazionale di assegnazione delle radiofrequenze per la radiodiffusione, d’ora in avanti denominato piano di assegnazione, e` redatto nel rispetto delle indicazioni contenute nel piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze e determina le aree di servizio degli impianti, e per ciascuna area la localizzazione possibilmente comune degli impianti ed i parametri radioelettrici, degli stessi, nonche´ la frequenza assegnata a ciascun impianto. La determinazione delle aree di servizio deve essere effettuata in modo da consentire la ricezione senza disturbi in dette aree del maggior numero possibile di programmi di radiodiffusione sonora e televisiva. Tale determinazione dovra` considerare la possibilita` di utilizzazione di tutti i collegamenti di telecomunicazione e degli impianti di radiodiffusione delle concessionarie dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico disponibili per collegamenti trasmissivi televisivi.

8.  Il piano di assegnazione suddivide il territorio nazionale in bacini di utenza, i quali risultano dall’aggregazione di una pluralita` di aree di servizio e vengono determinati tenendo conto della entita` numerica della popolazione servita, della distribuzione della popolazione residente e delle condizioni geografiche, urbanistiche, socio-economiche e culturali della zona.

9.  I bacini di utenza per la radiodiffusione televisiva devono consentire la coesistenza del maggior numero possibile di impianti ed una adeguata pluralita` di emittenti e reti. Essi coincidono, di regola, con il territorio delle singole regioni; possono altresi` comprendere piu` regioni, parti di esse o parti di regioni diverse purche´ contigue, ove cio` si renda necessario in relazione ai parametri indicati al comma 8.

10.  I bacini di utenza per la radiodiffusione sonora devono consentire la coesistenza del maggior numero di emittenti e reti specificamente nelle zone con maggiore densita` di popolazione. I bacini di utenza hanno di regola dimensioni analoghe a quelle delle province o delle aree metropolitane; essi possono comprendere piu` province, parti di esse o parti di province diverse purche´ contigue ove cio` si renda necessario in relazione alle caratteristiche sociali, etniche e culturali della zona ed al reddito medio pro capite degli abitanti.